L’INGREDIENTE PIU’ IMPORTANTE E’ DAVVERO LA PASSIONE?

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Bisogna per forza amare il proprio lavoro per poterlo fare al meglio? L’ingrediente più importante per i panettoni è davvero la passione?

Leggo di campioni di tennis che hanno sempre odiato il loro sport, ne sono stati ossessionati fin da piccoli e per tutto il tempo che lo hanno praticato. Eppure sono diventati i numeri 1 al mondo.

Conosco scrittori e cantanti che hanno utilizzato poesia e musica per affrontare le loro paure, le insicurezze. La loro arte non è stata il frutto di sentimenti positivi.

La retorica della passione e dell’amore in questi casi non funziona? Non sono più ingredienti indispensabili, ma se ci sono meglio?

Trovo sempre più difficile amare il mio lavoro, tra novembre e dicembre mi è ragionevolmente impossibile amarlo. I panettoni mi occupano circa 16 ore al giorno, detesto farli (proprio come Agassi detesta il tennis probabilmente). Eppure dopo tanti anni mi riscopro, prima di ogni stagione, a riselezionare i canditi migliori, a rivalutare i decigrammi degli ingredienti, a ristudiare i minuti di lievitazione, le temperature. Mi diverto a sperimentare nuove farine, ad abbinare sapori differenti, a sviluppare nuovi profumi.

Addirittura mi stupisco nel trovarmi agguerrito partecipante di concorsi nazionali, io che per indole non sono mai stato particolarmente competitivo.

Ci ragiono un po’…. Cerco… Leggo… “La vita felice muove i primi passi partendo dalle dolci lande dell’amore. Un viaggio che si nutre di passioni animate dall’ardore… …Con il tempo all’ardore subentra un qualcosa di diverso, altrettanto grande e bello, l’ambizione. L’ambizione ci motiva, ci induce a realizzare i nostri sogni, i nostri desideri.” Ecco la risposta, ringrazio Pascal, chiudo il libro, ho qualche ora per dormire e poi di nuovo in laboratorio.

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La Scoperta dell’America e… il Panettone

Siamo nell’Agosto del 1492, Cristoforo Colombo, ottenuto il finanziamento da Isabella di castiglia e dopo mesi di calcoli e ipotesi sulla sfericità della terra, salpa dalle Canarie alla volta delle Indie dove … non arriverà mai!

Dopo due mesi di navigazione ed un quasi ammutinamento le tre caravelle attraccano inaspettatamente a Cuba, dando così inizio alla scoperta dell’America!

Negli stessi anni Ludovico Maria Sforza, detto il Moro, diviene Duca di Milano ed il capoluogo lombardo si avvia ad un periodo di pieno rinascimento culturale ed economico con una delle corti più splendide del Nord Italia.

Proprio a corte, una sera al termine di un banchetto, in cucina regnano il caos e la disperazione. Il cuoco ha dimenticato il dolce nel forno, carbonizzandolo.

Mentre ci si affanna con timore a ipotizzare la reazione del Duca, lo sguattero Toni si avvicina al cuoco :” Maestro cuoco, in dispensa ho trovato un po’ di rimasugli: un pugno di farina, delle uova, un po’ di burro, qualche acino di uvetta e della scorza di cedro. Impastandoli insieme avevo preparato un dolce per la mia famigliola. Ma, se vuole, glielo dono di cuore: provi a vedere se potrà piacere ai nobili convitati”

Il resto è storia, il dolce apprezzatissimo è stato battezzato dal cuoco come EL PAN DE TONI, e entrerà da quel momento nella tradizione della cucina prima milanese e poi lombarda.

A volte gli errori portano a risultati inaspettati e davvero sorprendenti, come è successo in questi casi al termine del quindicesimo secolo, ma anche quando questo non succede ne possiamo fare buon uso utilizzandoli come esperienze e facendoci ispirare per continui miglioramenti!

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HAI PENSATO A TUTTO TRANNE CHE… ALLA COULIS

Non è possibile eppure sono settimane che pensi a quella cena, arriveranno tutti, ma soprattutto loro: i suoceri e saranno prontissimi a giudicare ogni piatto che neppure il peggior Bastianich.

Antipasto deciso, due primi (di cui uno ripreso dal banchetto del matrimonio di dieci anni fa che ricordi avevano apprezzato molto!), due secondi (di cui uno acquistato dalla gastronomia di fiducia, ma questo sarà solo un tuo segreto e del marito complice, che il giorno dopo lo spiffererà alla mamma ☹) ed il Panettone. Ma sorge un dubbio, sarà meglio presentare il Panettone da solo o affiancargli una crema ed un buon vino da dessert?

Il Panettone artigianale di per sé è un dolce completo e non è assolutamente necessario arricchirlo con qualche crema, ma se anche i tuoi suoceri esigono (Sic!) il massimo impegno e ti vogliono far soffrire davanti ai fornelli allora abbiamo quello che fa per te.

L’abbinamento ideale Panettone Marchesi, Coulis ai frutti rossi e Recioto. Come si fa la Coulis?

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