Il dover mangiare tutti i giorni non annoia… la fame rinasce

“Il dover mangiare e dormire tutti i giorni non ci annoia perché la fame rinasce, e così il sonno; se non fosse così ci annoieremmo”.

Capita di dover prendere a prestito le riflessioni dei filosofi o le parole dei poeti per poter dare un senso a quello che faccio ogni giorno, o meglio me lo faccio spiegare da loro perché io il senso so che c’è da qualche parte, ma trovarlo è difficile. Sempre più difficile con il passare del tempo.

In questo periodo, a poco più di un mese dalla fine del mio periodo di fuoco del Natale, mi sto ributtando sui processi produttivi di colombe e panettoni per stupirvi e stupirmi nell’edizione 2019. Sono stato al Sigep e ho fissato incontri per tutto il prossimo mese. Mi voglio far mettere in crisi dai miei colleghi.

Mi chiedo in maniera ossessiva quale infinitesimo cambiamento potrò apportare per migliorare ulteriormente l’impasto e quale nuova variante potrò proporre. Mi chiedo soprattutto perché dopo 40 anni continuino a martellarmi questi pensieri “più buono, più leggero, più scioglievole, più gustoso, più accattivante, insomma migliore migliore migliore”. Da dove viene? E’ sempre la stessa di 40 anni fa?

E’ voglia di qualcosa di nuovo, ma non nel senso di novità che sostituisce il vecchio, ma di rinnovato, sempre nuovo nella sua identità originaria. E’ una tensione o più prosaicamente è fame. E la fame rinasce… e non ci annoia!